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Zone Vincolo idrogeologico

Il territorio si trova in bassa e media collina e fa parte dei bacini idrografici dei fiumi "Caltagirone" e "Margherito" affluenti di destra del fiume "Simeto-Giornalunga", tranne una piccola zona ad est dell'abitato di Grammichele, in contrada Saie, che versa le sue acque nel bacino del fiume "Ficuzza" affluente  in sinistra del fiume "Dirillo".

Il territorio ricade per la maggior parte nel bacino montano del "Simeto", tranne la vallata dell'asta principale del fiume "Caltagirone".
Dal punto di vista orografico la regione presenta caratteristiche diverse, infatti le vallate delle aste principali del "Caltagirone" e del "Margherito" si presentano costituite da vaste pianure, mentre le zone a monte sono formate da ondulazioni mammellonari o da rilievi collinari, le cui pendici a forte pendio scendono sugli alvei di valloni incassati, che incidono profondamente i terreni.
Tra i maggiori rilievi sono da notare:
Monte S. Croce (q. 670), la più alta del territori, Poggio Camomilla (q. 660) Poggio Intramisa (q. 626), Monte Frasca (q. 662) M. Palermo (q. 581), Poggio Cannizzo ( q. 610), M. Caratabia (q. 549), M. Calvario (q. 546), M. Torrebella (q. 535), M. Spica (q. 506), M. Catalfaro (q. 515), Rocca Castellazzo (q. 498), M. Tre Portelle (q. 487), Costa Finocchio (q. 478).
La quota minima del territorio (m. 69) si trova sul corso principale del Fiume dei Monaci, a sud della confluenza del "Caltagirone" e del "Margherito" la dove il primo interseca il limite del Comune di contrada Censiti.
L'altitudine media prevalente va da 300 a 450 metri
Le pendenze sui versanti vanno dal 5 al 60%.
L'idrografia della zona è molto sviluppata.
I corsi d'acqua principali come si è detto sono il fiume Caltagirone ed il fiume "Margherito" che confluiscono nel fiume dei Monaci, affluente del Gornalunga. Al fiume Margherito affluisce il Pietrarossa. E' in corso di costruzione la Diga Pietrarossa da parte del Consorzio di Bonifica di Caltagirone.
Numerosi torrenti e valloni solcano la zona, tra i quali i principali sono: Acquabianca, Mongialino, Frumentara, Gulfo, Coniglio, Caldo, Mazzella, Lamia, Catalfaro.
Tutti i torrenti suddetti hanno il maggior dissesto idrogeologico alle origini, dove le pendenze sono notevolmente accentuate oltrepassando il 30%, quando non trattasi di zone calanchive che hanno parete quasi verticali.
Essi hanno regime a carattere nettamente torrentizio, con piene improvvise ed impetuose, che a valle non possono spesso essere contenute nell'alveo con conseguente straripamenti, allagamenti e corrosioni.
Il clima della regione ha tutte le caratteristiche di quello mediterraneo insulare; esso è fresco nella stagione autunno - invernale, caldo - arido nelle altre.
Le precipitazioni sono concentrate nella stagione autunno - inverno, scarse in primavera e del tutto assenti nell'estate; esse hanno spesso carattere temporalesco con piogge di breve durata e forte intensità.
Le precipitazioni medie annuali si aggirano su circa 625 mm.; notevoli oscillazioni hanno le massime e minime conferendo al regime pluviometrico caratteristiche torrenziali.
In considerazione del clima, dell'altimetria e della vegetazione esistente si deduce che il territorio va assegnato, nei riguardi fitoclimatici alle sottozone calde e medie del Lauretum della classifica Maye - Pavari.
I venti dominanti sono quelli da sud - ovest.
A sud e a nord il territorio di Mineo ha una economia prevalentemente agraria - pastorale, infatti la gran parte dell'intera superficie di esso è a seminativo semplice.
La fisionomia colturale è caratterizzata dalla cerealicoltura estensiva, povera per la scarsa produttività dei terreni, spesso antieconomica e difficile per la disagevole viabilità, basata sull'avvicendamento grano - fava con uno o due anni di riposo pascolino; notevole è la scarsezza di piante arboree e colture legnose specializzate, salvo gruppi di uliveti, vigneti e sommacchetti.
Nella pianura formata dalla larga vallata del "Caltagirone" e del "Margherito", data la natura fertile dei terreni alluvionali e la ricchezza d'acqua, prevale la coltura intensiva costituita in maggior parte da agrumeti.
Notevole è il dissesto idrogeologico dei terreni argillosi, che formano più della metà del territorio, con frammenti e smottamenti e forte degradazione superficiale tendente a degradazione a forma di calanchi.
La necessità d'intervento sulla dissestata situazione idrogeologica, anche a difesa  delle ricche colture della pianura, rende necessario lo studio e la progettazione di ampi interventi sistematori di carattere idraulico - forestale - agrario.
Per tutti i suddetti motivi e per la particolare conformazione del territorio, con delibera n. 266 del 24/10/1950 la giunta Camerale della Camera di Commercio Industrie ed Agricoltura decise l'imposizione del vincolo idrogeologico che, nell'interesse pubblico, va applicato ai sensi e per gli scopi di cui all'art. 1 della Legge 30 dicembre 1923 n. 3267.
I terreni vincolati risultano compresi in tre zone, con esclusione di due sottozone di cui l'esatta rappresentazione risulta dalla carta topografica al 25.000 allegata alla presente.
La superficie vincolata risulta complessivamente Ha. 13.529 ripartita (alla data del 10/1958), fra le diverse qualità di colture come segue:
Seminativo semplice      Ha.  9.499
Seminativo arborato      Ha.  2.100
Pascolo                          Ha.      695
Bosco                             Ha.       35
Colture legnose specializzate    Ha.    537
Incolto produttivo                     Ha.    425
Incolto sterile                            Ha.     13
Improduttivo (fabbricati, strade, corsi  d'acqua ecc.)   Ha.    288
Totale                           Ha. 13.592

I° ZONA DI VINCOLO
Denominazione delle località Frasca, Casalvecchio, S. Cataldo, Sacchina, Magazzinaccio, Torretta, Balata, S. Gregorio.
Descrizione Idrografia.

 La zona si trova a cavaliere dello spartiacque dei due principali fiumi che scorrono nel comune di Mineo, cioè il Margherito ed il Caltagirone.
E' solcata da numerosi torrenti e valloni del versante sinistro del "Margherito" e del versante destro del "Caltagirone" i principali del quali sono i seguenti: San Cataldo, Mangialino, Lupo, Gelso, San Giorgio.
Altitudine Massima m. 662 (Monte Frasca) minima m. 143 (Cantoniera Gagliano)
Natura del terreno Prevalentemente argillosa, con zone calcareo - gessosi e calcareo - solfiferi.
Composizione  Rocce arenarie argillose del miocene, argille azzurre del pliocene associati o sottostanti a gessi, della zona a congerie.
Pendenza Dal 10 al 40%, media prevalente 25%.
Consistenza: Terreni pesanti e poco permeabili quelli argillosi, soggetti a franamenti e smottamenti  con degradazione superficiale; mezzani e permeabili quelli calcarei, soggetti a scoscendimenti e fortemente dilavati dall'erosione idrica.
Stabilità Scarsa con franamenti ed erosioni sulle sponde dei terreni.
Stato colturale La superficie della zona risulta complessivamente Ha. 3.978 ripartita (alla data del 10/1958) fra le diverse qualità di coltura come segue:

Seminativo semplice    Ha.  3.615
Pascolo      Ha.    184
Bosco       Ha.      5
Colture legnose specializzate    Ha.      9
Incolti produttivi    Ha.    122
Improduttivo (fabbricati, strade, corsi   d'acqua ecc.)   Ha.     43
Totale       Ha.  3.978
Il regime vincolistico di questa zona tende a ristabilire il buon regime delle acque e dei corsi d'acqua aventi origine allo spartiacque dei due bacini imbriferi suddetti, ad evitare l'erosione idrica ed i fenomeni di franamento difendendo in tal modo le ricche colture esistenti a valle.
Nella I° zona è compresa una sottozona esclusa dal vincolo, costituita dall'abitato di borgo Pietro Lupo.

II° ZONA DI VINCOLO
Denominazione delle località Mongialino, Monichella, Cugno di Mezzo, Ceppone, Timignola, Dammase, Angarello, Serravalle, Monaci, Principessa, Frumenta.
Descrizione Idrografia 

La zona si trova a cavaliere dello spartiacque dei due principali fiumi Margherito e Caltagirone che confluiscono, il primo, attraversandola, con il nome di Fiume del Ferro, nello stesso punto formando il fiume dei Monaci, affluente del "Gornalunga" in parte versa le acque direttamente nel corso principale del fiume dei Monaci.
E' solcata da numerosi torrenti e valloni affluenti dei suddetti corsi d'acqua, tra i quali principali sono: Mongialino, Monichella, Scaletta, Scura e Monaci.
Altitudine Massima m. 478 (Costa Finocchio) minima m. 75 (lungo la sponda del fiume dei Monaci.)
Natura del terreno Argillosa, e calcareo - gessosa.
Composizione Rocce argillose, arenarie - argillose e calcari associati o sottostanti ai gessi.
Pendenza  Dal 10 al 40%, media prevalente 25%.
Consistenza:

Terreni pesanti e poco permeabili quelli argillosi, mezzani  e permeabili quelli calcareo - gessosi.
Stabilità  Scarsa con franamenti ed erosioni sulle sponde dei torrenti.
Stato colturale  La superficie della zona risulta complessivamente Ha. 3.802 ripartita (alla data del 10/1958) fra le diverse qualità di coltura come segue:
Seminativo semplice    Ha.  3.418
Seminativo arborato     Ha.     62
Pascolo      Ha.    172
Colture legnose specializzate    Ha.     26
Incolti produttivi    Ha.     70
Improduttivo (fabbricati, strade, corsi  d'acqua ecc.)   Ha.     54
Totale       Ha.  3.802
Sono da ripetere le medesime condizioni tendenti a giustificare l'imposizione del vincolo, fatto per la I° zona.


III° ZONA DI VINCOLO
Denominazione delle località Tenutella, Edera, Badia, Angarello, Finocchiara, Pignato, Vallonazzo, Cozzarelli, Vallenova, S. Nicola, Inchiodato, Poggiarelli, Muscolara, Iannicoco, Bandilli, Grilli, S. Margherita, S. Filippo, Annunziata, Malati, Campo, Mingiardo, Casulle, Franchino, Signorino, Franca, Nicchiara.
Descrizione Idrografia 

La zona è solcata  da numerosi torrenti e valloni del versante destro del fiume "Caltagirone" dei quali i principali sono i seguenti: Gulfo, Coniglio, Mazzella, Vallonazzo, Caldo, Lamia, Catalfaro.
Altitudine Massima m. 670 (Monte S. Croce) minima m. 163 (Contrada Ciancio)
Natura del terreno Prevalentemente argillosa, con zone calcareo - gessosi, silicio - argillosi,  calcareo, gessosi, vulcanici.
Composizione  Rocce arenarie argillose, argille azzurre calcari associati o sottostanti ai gessi, tuffi basaltici.
Pendenza Dal 10 al 60%, media prevalente 45%.
Consistenza: Terreni pesanti e poco permeabili quelli argillosi (in prevalenza); mezzani e permeabili quelli calcaro - gessosi, sciolti e molto permeabili quelli silicei.
Stabilità  Scarsa con franamenti, erosioni e dilavamenti, che accentuano il dissesto idrogeologico.
Stato colturale  La superficie della zona risulta complessivamente Ha. 5.812 ripartita (alla data del 10/1958) fra le diverse qualità di coltura come segue:
Seminativo semplice    Ha.  2.466
Seminativo arborato     Ha.  2.038
Pascolo      Ha.    339
Bosco       Ha.     30
Colture legnose specializzate    Ha.    502
Incolti produttivi    Ha.    233
Incolto sterile     Ha.     13
Improduttivo (fabbricati, strade, corsi  d'acqua ecc.)   Ha.    191
Totale       Ha.  5.812
Il vincolo idrogeologico s'impone per infrenare il dissesto dell'alto bacino del Caltagirone, per ristabilire il buon regime idrico ed evitare l'erosione delle pendici, nelle quali sono in corso interventi sistematori di rimboschimento.
In questa zona è compresa una sottozona  esclusa dal vincolo, costituita dall'abitato di Mineo. 

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